Via Crucis dei giovani 2010 (commento alle stazioni)

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Quarto 24 marzo 2010

Commento alle stazioni

1. Gesu’ e’ condannato a morte - DISAGIO GIOVANILE

 

DISAGIO-GIOVANILEIl Figlio di Dio viene ingiustamente condannato. E’ meglio che un uomo solo muoia per tutti! L’ingiustizia trionfa ancora una volta. Da allora innumerevoli giusti sono stati scambiati per ingiusti; mentre gli arroganti ed i prepotenti non pagano neppure il debito dei loro misfatti.

Oggi sono i giovani i primi a vivere l’ingiustizia. Abbiamo creato per loro una società fondata sull’apparire, sul profitto, sulla legge del più forte… Abbiamo impostato le nostre relazioni su ‘chi ha di più’, ‘chi è più figo… o più trend… più in…’.

Ma tra questo modo di fare e la vita vera c’è un abisso. Tutti i giorni ci sono difficoltà, sofferenze… E così molti giovani si trovano in disagio: il mondo che hanno davanti agli occhi non è quello che gli abbiamo fatto credere che esista. I giovani che crescono sperimentano che il mondo dei ‘grandi’ non li aiuta veramente a crescere, non sostiene i loro interessi, non coltiva i loro bisogni, non appoggia la voglia di sapere e di conoscere.

Questo è il motivo del vero disagio: che la società degli adulti non si abbassa verso i piccoli, ma pretende che i giovani si adeguino agli adulti.

Durante questa Via crucis vogliamo pregare con i giovani e per i giovani. Seguendo Gesù, sui passi della croce, vogliamo offrire e riflettere sul nostro impegno verso i giovani. Lo Spirito Santo aiuti ognuno di noi e la comunità parrocchiale a percorrere strade capaci di interessare i giovani a Cristo. Non servirsi dei giovani ma servirli.

 

Pausa breve / Padre nostro, Ave Maria, Gloria / Canto fino prox stazione

 


2. Gesù porta la croce al Calvario – LA SOLITUDINE

 

SOLITUDINEGesù è condannato. Deve portare la croce. Non può tirarsi indietro. Gli mettono un pesante fardello sulle spalle. Da solo deve percorrere un piccolo ma difficile tratto di strada. Tutti gli sono attorno e lo deridono, ma Lui deve stare da solo!

Proprio come i giovani. Spesso frequentano luoghi affollati ma si sentono soli. Papa Benedetto XVI ha detto: “I giovani sono isole del pensiero, del sentimento, che non si uniscono. Mi sembra questo in un certo senso, espressione del fatto che i padri, in gran parte sono assenti dalla formazione della famiglia. Ma anche le madri devono lavorare fuori casa. La comunione tra loro è molto fragile”.

Un’indagine a scuola ha dimostrato che la grande causa di solitudine è data dal silenzio affettivo. Tra genitori e figli si parla poco o niente; mancano poi tante dimostrazioni d’affetto: ciò che invece normalmente  dovrebbe accadere tra genitori e figli.

Ognuno di noi ha bisogno di sentirsi amato e riconosciuto dagli altri. I giovani non hanno bisogno di essere coccolati, o viziati, ma amati… che è tutta un’altra cosa. Pur di sentirsi al centro e riconosciuti i giovani a volte preferiscono far parte di gruppi strani. Ad esempio oggi vanno di moda i giovani ‘emo’: si vestono quasi sempre di nero, indossano teschi o cinture con le punte, hanno i capelli quasi sempre davanti agli occhi. Uno di questi giovani ha spiegato: “Voglio essere così perché voglio essere diverso dagli altri!”.

A volte la solitudine si supera con l’età; altre volte invece diventa una prigione. Le vie da seguire sono quelle più impegnative: ascoltare i giovani in profondità, cercare di capire le loro ragioni, stimolarli a mettersi in gioco, dargli motivi di speranza.

Preghiamo affinché i nostri giovani sappiano uscire dalle loro solitudini e superare il muro di banalità o chiusura dietro il quale spesso si nascondono. Cristo è modello della vera gioventù: Egli lascia la casa di Maria e Giuseppe e affronta la vita con tutte le sue difficoltà, sa di avere un progetto e per questo si impegna con tutte le sue forze. Anche noi possiamo imparare a presentare ai giovani il Cristo vivo, quello che affascina e trascina dietro di sé.

Pausa breve / Padre nostro, Ave Maria, Gloria / Canto fino prox stazione

 


3. Gesù cade la prima volta sotto la croce  - LA DROGA

 

DROGAAlla prima caduta di Gesù riflettiamo sul grande problema della droga,  antico e sempre nuovo. In molti anni tantissimi sono i giovani rimasti uccisi dalle droghe. Essa è una delle trappole in cui più facilmente cadono i giovani. Anche qui ci sono luoghi dove facilmente si cade in trappola e dove i nostri giovani con facilità possono procurarsi una dose… o una canna. Le piazze della droga sono i veri cimiteri della nostra società. Spesso li conosciamo, ma non denunciamo. Ci teniamo alla larga, mentre i nostri giovani vi trovano la morte. L’Italia è il paese in cui si registra una crescita dei consumi di droghe in modo spaventoso: la fascia d’età più colpita è quella che va dai 14 al 35 anni. In pratica gli anni della formazione e dei progetti. Gli anni in cui si costruisce il futuro… mentre molti giovani si bruciano il cervello, o se lo bevono con l’alcool. E’ triste, ma è così. Non è il singolo che è drogato, ma la società è drogata.

In questa stazione preghiamo affinché nella comunità cristiana aumenti la forza di testimoniare il valore e la bellezza della vita. Qualcuno ha detto il secolo scorso che ‘la religione è l’oppio dei popoli’. Non è così. Mentre invece è vero che l’autentico incontro con Cristo, cambia la vita, la trasforma in vita piena, bella, significativa. Insomma tutta un’altra vita.

 

Pausa breve / Padre nostro, Ave Maria, Gloria / Canto fino prox stazione

 


4. Gesù incontra la sua santissima madre – IL VOLONTARIATO

 

VOLONTARIATONel cammino della vita, quasi sempre fatica e dolore, ogni tanto abbiamo dei raggi di luce che illuminano il volto e fanno rinascere la speranza sul nostro volto. E’ la mano di un vicino, o il sostegno di uno sconosciuto, o l’incoraggiamento di un amico… o di chi volontariamente sente di dover fare qualcosa per me!

Il volontariato è un’attività libera e gratuita svolta per ragioni di solidarietà e giustizia sociale. Un italiano su dieci fa volontariato: bel seicentomila persona si dedicano con continuità e gratuitamente a situazioni difficili. Esistono almeno tredicimila organizzazioni di volontariato.

Curiosamente si è sempre ritenuto che il volontariato si basasse per lo più sull’impegno di persone ormai in pensione o alla ricerca di un’attività che desse loro l’opportunità di sentirsi ancora utili. Una recente indagine ha invece dimostrato che anche tra i giovani cresce la voglia di aiutare chi è meno fortunato. In genere si comincia il volontariato a partire dalla loro esperienza in parrocchia.

Nella vita di ognuno c’è stato un volontario che ci ha dato una mano, piccola o grande. Chissà quanti hanno bisogno di essere aiutati! Soprattutto: quanto bene potremmo diffondere intorno a noi, nelle nostre strade, nella nostra città se apriamo il cuore al fratello più bisognoso.

Preghiamo in questa stazione perché i nostri giovani sappiano vincere il loro egoismo e imparino a servire chi è nella sofferenza e nel bisogno. Perché gli adulti educhino i nostri giovani al dono di sé, ad immagine di Gesù che ha speso la sua vita per gli uomini.

 

Pausa breve / Padre nostro, Ave Maria, Gloria / Canto fino prox stazione

 

 


5. Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce – L’AMICIZIA

 

AMICIZIASimone di Cirene stava tornando a casa dopo una giornata di fatica nei campi. Incrocia il corteo di Gesù. Si ferma qualche istante per curiosità. Vuole vedere il pover’uomo che viene portato alla morte.

Ma viene chiamato dai soldati perché aiuti per un tratto di strada Gesù. Per pochi minuti diventa amico di Cristo. Simone aveva paura. Non sapeva che l’uomo che stava aiutando aveva detto: “A voi, miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono più fare nulla” (Lc 12,4). E in un altro momento aveva detto: “Non vi chiamo più servi… ma vi ho chiamati amici” (Gv 15,15).

L’amicizia è uno dei sentimenti più belli che i giovani amano vivere. Ma quale amicizia? Quella vera e disinteressata. Qualcuno ha scritto: “Togliere l’amicizia dalla vita è come togliere il sole dal mondo”.

Ma non c’è amicizia se non si fonda su un dono di sé. Si diventa amici quando si è generosi verso l’altro. Questa società sta cercando di distruggere anche i rapporti più belli.

Stare bene con se stessi, con gli altri e con Dio è la base di una vera amicizia.

Come il Cireneo aiutiamo Gesù. Lasciamoci prendere la mano da Lui. Cristo sta cercando di stabilire una bella storia di amicizia con noi. Non abbiamo paura del crocifisso. Non voltiamo le spalle all’amico vero. In un istante di silenzio fissiamo la Croce e diciamo nel silenzio del nostro cuore: Aiutami o Signore ad essere un tuo amico.

 

 

Pausa breve / Padre nostro, Ave Maria, Gloria / Canto fino prox stazione

 

 


6. Gesù è asciugato in volto da Veronica – LA DOMANDA SU DIO

 

LA-DOMANDA-SU-DIOQuesta donna ha compassione del Crocifisso. Vince ogni paura, supera il cordone dei soldati. Si getta ai piedi di Gesù e gli offre un po’ di sollievo nel cammino verso la Croce. Non può dire nulla in quel poco tempo che ha a disposizione, ma nel suo cuore tante domande gli verrebbe da fare al condannato: “Perché tu che sei il Figlio di Dio ti sei lasciato ridurre così?”, “Che cosa speravi di ottenere dagli uomini?”.

Ad un certo punto della vita sorge nei giovani la domanda su Dio. E’ il momento in cui ognuno di noi deve prendere posizione e schierarsi.

Purtroppo i giovani non vengono aiutati a porsi la domanda su Dio! E’ colpa molte volte degli adulti che spezzano l’entusiasmo che a volte appassiona i figli a superarsi! E’ colpa della società che ha tolto Dio di mezzo, ma non per questo è diventata una società migliore! E’ colpa della Chiesa che spesso non si è saputa calare ad ascoltare le esigenze profonde!

Ma cari giovani, a volte è anche colpa vostra… troppo presi a banalizzare ogni istante della vita.

Gesù è alla porta del tuo cuore e sta bussando. Egli non si stanca di cercarti: ti parla nelle circostanze della vita, nei volti che incontri, nei bisogni più profondi, ti cerca nei tuoi stati d’animo difficili, nelle situazioni complicate, nei desideri che non riesci a realizzare… Gesù le inventa tutte pur di farsi riconoscere da te. Ma nel rispetto della tua libertà, senza miracoli se non quello del tuo libero SI’.

Preghiamo perché i nostri giovani abbiano il coraggio di cercare la via di Dio, di confrontarsi con Lui, di dare la possibilità anche a Cristo di parlare.

Giovani, ogni giorno lasciate che la televisione, internet, i quotidiani, i blog, le chat, gli sms… vi tempestino di parole. E’ tempo di dare anche a Dio la possibilità di parlare. Lui non si impone, ma domanda spazio nel tuo cuore.

 

Pausa breve / Padre nostro, Ave Maria, Gloria / Canto fino prox stazione

 


7. Gesù cade la seconda volta – NUOVE DIPENDENZE

 

SoNEW-ADDICTIONSno tante le occasioni per i giovani di perdersi. Un giorno Madre Teresa disse: “Se abbiamo consentito ad una madre di uccidere il bambino nel suo grembo, non ci meravigliamo che prima o poi un figlio alzerà la mano contro i suoi genitori”. Ahimè tutto questo è accaduto. Le cronache sono piene di fatti delittuosi e mostruosi. Che cosa stanno diventando i nostri giovani?

Questo cammino mostruoso è dovuto anche alle nuove forme di dipendenza: internet, la moda, i cellulari… Moltissimi giovani passano giornate intere davanti al computer… a perdere tempo.

Non si dicono nulla ma si svuotano sempre più.

Una volta comandava la televisione, ora comanda internet, la playstation.

Una volta contavano i consigli della mamma per vestirsi. Oggi comandano le grandi firme che spogliano sempre più i corpi dei nostri giovani.

Una volta contava dirsi i sentimenti con dei gesti profondi, ora ci si prende e ci si lascia con un sms.

Le nuove forme di dipendenza sono delle vere e proprie forme di schiavitù. I giovani vengono ridotti ad una semplice funzione meccanica: digitare la tastiera, muovere il joy-stick, mandare sms…

C’è bisogno di coraggio per tagliare e dedicarsi alle cose utili ed essenziali.

Caro giovane, non dire non ho tempo, ma libera il tuo tempo per metterlo a servizio del vero bene.

Gesù dopo la seconda caduta ritorna ad alzarsi e continua il suo cammino di redenzione. Molti giovani dopo la prima o seconda caduta non riescono più a rialzare la propria vita.

Preghiamo perché cresca la consapevolezza che il cuore di ogni giovane è una sorgente di forza capace di cambiare la propria vita.

 

Pausa breve / Padre nostro, Ave Maria, Gloria / Canto fino prox stazione

 


8. Gesù incontra le donne di Gerusalemme – LA COMUNITA’ DI FEDE

 

LA-COMUNITA-DI-FEDELe donne che Gesù incontra lungo la via della Croce sono l’immagine della compassione e della vicinanza. Queste donne non possono portar via il Signore dal destino della sua morte. Ma possono fargli sentire tutto l’affetto.

Il piccolo gruppo di donne rappresenta la comunità di fede, la Chiesa.

La Chiesa nel mondo è la comunità di quanti riconoscono Gesù come figlio di Dio, nostro salvatore; la comunità che accoglie il vangelo come regola di vita e segue le indicazioni della Chiesa in materia di fede e di morale.

E’ urgente che i giovani possano ritrovarsi in un cammino di fede e di preghiera. La Chiesa, che spesso viene giudicata con estrema facilità e superficialità, è il luogo nel quale possiamo trovare dei punti fermi rispetto ad una società in cui tutto cambia velocemente. La Chiesa è santa perché Cristo è santo. Tutti i suoi membri sono peccatori. La Chiesa ci spinge verso Cristo. Quando un giovane trova finalmente Gesù potrà dire: “Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”.

Cari giovani, incontrare la Chiesa nei tempi che stiamo vivendo vuol dire fissare lo sguardo su ciò che supera la storia. Significa dare profondità e ricchezza alla propria vita, vuol dire considerare la vita importante per il dono di sé e non per quello che si è riusciti ad avere. Ed ancora significa apprezzare la vita come un dono da offrire ai fratelli.

Vogliamo pregare in questo momento per i tanti giovani che hanno smarrito la strada della fede, della Chiesa. Spetta anche a noi portare loro la buona notizia: Gesù ti aspetta, ti dà il tempo di riflettere, ma Egli ti aspetta.

 

Pausa breve / Padre nostro, Ave Maria, Gloria / Canto fino prox stazione

 


9. Gesù cade la terza volta – LA MANCANZA DI LAVORO

 

MANCANZA-DI-LAVOROIl Signore è oramai allo stremo delle forze. Cade una terza volta. Non ha più energie e risorse. ‘Vuole morire in Croce’ ma il suo fisico è sfinito.

In questa stazione Gesù è l’immagine di tutti quei giovani i quali vogliono realizzare i loro progetti di vita ma non hanno la possibilità di farlo per mancanza di lavoro.

Viviamo un tempo di crisi. Ma chi soprattutto ne paga le conseguenze sono i giovani: essi non possono progettare, organizzare, sognare, desiderare… un futuro. Contratti part-time, poche ore, poca paga… Orari impossibili.

C’è bisogno di una politica che vada incontro ai giovani. Tanti sono i ragazzi e le ragazze che ritardano a realizzare il loro progetto di vita. Una società che mortifica i progetti di vita rischia di diventare una società ancor più arida.

In questi tempi ancora più forte dev’essere la preghiera della comunità cristiana perché si scuotano le coscienze di quanti sono chiamati a dare possibilità ai giovani, ad aver fiducia nelle loro ricchezze, ad aiutarli a realizzare se stessi. Ognuno di noi, per quel che può, non dovrebbe mai mortificare l’entusiasmo dei giovani.

Non lasciate prevalere il pessimismo ma con San Paolo: “Rivestitevi dell’armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento è contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio; pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica… “ (Ef 6,11-19).

 

Pausa breve / Padre nostro, Ave Maria, Gloria / Canto fino prox stazione

 


10. Gesù è spogliato delle vesti – IL RISCHIO DEL BENE

 

IL-RISCHIO-DEL-BENESiamo oramai giunti sul Calvario. Si tratta di una piccola altura. Eppure da là sopra Gesù dominerà il mondo col Suo amore.

Non è mai facile fare qualcosa di buono per l’umanità. Ogni vero bene viene attaccato, calunniato, maltrattato, mai riconosciuto. Anche Gesù subisce questa fine. Egli lo sa, ma non si tira indietro. In un mondo nel quale ognuno pensa a salvare se stesso, Cristo è pronto a salvare gli altri. Della sua morte per noi uomini se ne parlerà fino alla fine dei giorni. Di tanti piccoli egoisti non ce ne ricorderemo a lungo.

Nella Bibbia c’è scritto: davanti all’uomo c’è la via della luce e quella delle tenebre.

Giovani davanti a voi c’è una società da costruire sul bene e la solidarietà, o una società da distruggere con ogni forma di egoismo e cattiveria.

Certo la via più semplice è quella del voltare. Di chiudersi in se stesso. E così mortifichiamo noi stessi. Il bene è un rischio che vale la pena correre… sempre.

Ci accompagni nella riflessione di questa stazione una preghiera di Madre Teresa:

L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA' IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA' IL BENE
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE

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11. Gesù è inchiodato alla croce – LO SFRUTTAMENTO GIOVANILE

 

LO-SFRUTTAMENTO-GIOVANILEEcco il Figlio di Dio, il Santo, inchiodato sulla croce in mezzo a due altri condannati a morte per furto e omicidio. Gesù li considera suoi fratelli. La sofferenza di Cristo sta per raggiungere il culmine. Non basta la croce, bisogna inchiodarlo. Non basta averlo flagellato, ora bisogna deriderlo!

Similmente accade per molti giovani, in particolar modo minorenni. Vengono sfruttati per lavori faticosissimi. O ancora vengono abusati nei loro corpi colpendo a morte la loro innocenza.

Il mondo in cui viviamo è davvero pazzo. Sfruttare i bambini è come inquinare una sorgente alla fonte. La società che ne segue sarà tutta infetta.

In Campania molti minorenni vengono impegnati come parcheggiatori, come garzoni di bar, come sentinelle dei clan… E che tipo di società stiamo creando?

Gesù ha detto: “Lasciate che i bambini vengano a me”. In molti casi le Sue parole sono rimaste soltanto uno slogan. Dare attenzione ai piccoli non vuol dire viziarli o accontentarli in ogni cosa. Significa invece farli crescere secondo la loro inclinazione naturale e incoraggiandoli.

Lasciamoci stimolare ancora una volta dalle parole di Madre Teresa:

 

Ama finché non ti fa male,
e se ti fa male,
proprio per questo sarà meglio.
Perché lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a Dio, ti darà gioia.
La sofferenza
e’ un grande dono di Dio:
chi l’accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore.

 

Per i bambini bisogna sacrificarsi ma per dare loro autentici valori, limpidi insegnamenti, brillanti esempi.

 

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12. Gesù muore sulla croce – GESU’ SALVA

GESU-SALVALa morte in Croce del Figlio di Dio è un vero scandalo. Come è stato possibile che un innocente muoia?

Sappiamo invece che questo accade molte volte anche oggi.

San Paolo ha scritto: Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede”(Rm 1,16).

La salvezza vuol dire accogliere Gesù nella tua vita: non a parole, ma vivendo per Lui. Accogliere Gesù vuol dire accettare il Vangelo.

I giovani vivono di straordinari entusiasmi e meravigliosi slanci. Cristo ha espresso il punto più alto di questo slancio perché ha donato tutto se stesso. Poco prima di salutare gli apostoli dice: Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici. (Gv 15,12-13).

Crediamo che Cristo è la chiave di volta di ogni vita: che in Lui trova ordine il nostro cuore e la nostra mente. Con tanti uomini e donne di ogni tempo anche noi ripetiamo nel nostro cuore:

Credo che non c’è nulla di più bello,

di più profondo, di più ragionevole,

di più coraggioso e di più perfetto di Cristo

e con fervido amore ripetermi

che non solo non c’è, ma non può non esserci.

Di più: se qualcuno mi dimostrasse che

veramente la verità non è in Cristo,

beh, io preferirei lo stesso

restare con Cristo

piuttosto che con la verità.

 

Accogliere Gesù non vuol dire diventare ‘bigotti’, ma lasciare che la Sua vita risplenda nella nostra vita. Credere che Lui è andato a prepararci un posto e dunque se proprio dobbiamo affannarci qui è per spingere altri fratelli e sorelle, altri giovani a camminare insieme verso di Lui.

 

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13. Gesù deposto dalla croce – DISORDINE AFFETTIVO

DISORDINE-AFFETTIVOMaria prende tra le braccia il Suo Amato Figlio. Lo riceve morto. Gli ha dato la vita, ne raccoglie il corpo. Lo strazio della Madre è vedere la fine del Suo Figlio.

Lo strazio a cui assistiamo ogni giorno è il disordine dei sentimenti nel mondo giovanile. Incontri facili, povertà di sentimenti, assoluta mancanza di castità. Tradimenti. Il corpo ridotto ad oggetto.

Disordine affettivo è quell’atteggiamento per il quale i nostri giovani non sanno più distinguere l’Amore dal vizio. Aumenta sempre più la prostituzione minorile.

L’amore non è folgorazione della bellezza per un corpo soltanto;

l’amore non è seduzione di una intelligenza viva e sciolta;

l’amore non è l’emozione di fronte a un cuore che batte per te più di quanto non batta per altri;

l’amore non è voglia di afferrare l’oggetto del tuo desiderio.

Amare infatti…

È volere l’altro libero di dirti ‘ti amo’ senza esservi spinto dai suoi desideri;

è entrare in casa dell’altro se egli ti apre le porte del suo giardino segreto;

è con tutte le forze volere il bene dell’altro, anche prima del tuo;

è offrirti all’altro, anche se questi ad un certo momento si rifiuta;

è credere nell’altro e dargli fiducia, credere nelle sue forze nascoste,

è decidere da uomo ragionevole di avviarsi coraggiosamente per il viaggio della vita, non per cento giorni, per mille e neppure per diecimila, ma per un pellegrinaggio che durerà per sempre.

E soprattutto AMARE è accettare di soffrire, di morire a se stessi per vivere e far vivere.

 

 

Pausa breve / Padre nostro, Ave Maria, Gloria / Canto fino prox stazione

 

 

 

 

 

 

14. Gesù è deposto nel sepolcro – GIOVANI E SOCIETA’

-GIOVANI-E-SOCIETAGesù, Tu ci hai insegnato che la vita è farsi dono per gli altri. Che la vita è morire a se stessi. E per farcelo comprendere Tu stesso ti sei fatto dono per l’umanità.

Era necessaria la Tua morte, o Signore? Era necessario il Tuo sacrificio?
Si.
Il tuo sepolcro, Signore, non puzza.
Il tuo sepolcro è fresco.
Dentro c’è un magnifico odore.
Odore di pane fragrante e profumato, appena sfornato.
Il Tuo Santo Sepolcro è quello straordinario forno che ha trasformato un corpo straziato, un cadavere esanime, un chicco di grano caduto a terra e scandalosamente morto, in un pezzo di pane che continua a sfamare l’umanità, mai sazia del Tuo Amore.


Ma se è vero che bisogna morire per nascere, se è vero che la morte non è in contrapposizione con la vita, ma parte della vita stessa, se nascita e morte sono, dunque, le due parabole attraverso le quali si celebra la vita stessa, allora il Tuo Santo sepolcro rappresenta davvero quello straordinario altare dove hai celebrato, o Signore, la Tua imprevedibile liturgia Eucaristica, dove ti sei donato all’umanità sofferente. Per sempre.
Ti prego, Signore, affinché il tuo Santo Sepolcro non sia più il luogo della morte, il luogo della paura, il luogo del pianto e della nostra incredulità, ma soltanto il testimone veritiero della tua risurrezione, il luogo dove è ancora possibile sentire un irresistibile profumo di pane.

 

Padre nostro cantato.

Segno di Pace

Benedizione con la Croce.